La riabilitazione nella Spondiloartrite Anchilosante

di Mario Diamanti

La Spondiloartrite Anchilosante è una malattia sistemica cronica, ad impronta infiammatoria.

É caratterizzata da anchilosi delle articolazioni sacro-iliache, artrite infiammatoria delle articolazioni sinoviali del radiche ed ossificazione dei legamenti della colonna. Talvolta interessa le articolazioni periferiche, soprattutto le radici degli arti (anche e spalle, nella cosiddetta varietà “Rizomelica”).

In alcuni casi di S.A. l’esordio clinico è rappresentato da altre manifestazioni della malattia associata all’antigene HLA B27, quali l’entesite periferica, la dattilite, l’uveite e l’artrite periferica. Può capitare però che le forme che colpiscono alcune persone, pur manifestando diverse caratteristiche comuni alla S.A. non riescano a soddisfare tutti i criteri necessari per essere incluse nella S.A. passando così attraverso la fase “Spondiloartrite indifferenziata”. La frequenza delle forme indifferenziate è uguale a quella della S.A.

Lo scopo del trattamento riabilitativo e fisioterapico è quello di ridurre il dolore, mantenere e se è possibile recuperare la funzionalità articolare perduta, prevenire e rallentare l’evoluzione in anchilosi, educare il malato ad una presa di coscienza della sua patologia per fargli adottare corrette norme di vita igienica, di ergonomia ed economia articolare. Nel suo insieme il programma riabilitativo può essere attuato nella fase acuta in regime di degenza e nelle forme sub-acute e croniche tramite ricovero in DH o in regime ambulatoriale e mediante “consegne terapeutiche” di esercizi da effettuare a domicilio come auto-trattamento.

Lo scopo è quello di creare un vero percorso riabilitativo continuo in cui il paziente possa, sotto stretto controllo specialistico, diventare il protagonista del proprio iter terapeutico.

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