La cioccolata migliora il buonumore

Il buon umore? Tutta colpa del cioccolato!

“Ho imparato a conoscere i due unici rimedi contro il dolore la tristezza le paturnie e piaghe simili del cuore umano: essi sono la cioccolata e il tempo” (Tommaso Landolfi)

Sia chiaro: l’abuso di un qualsiasi alimento è sempre controproducente. La cosa, naturalmente, vale anche per il tanto amato cioccolato. Per anni è stato considerato un alimento “pericoloso”, causa ad esempio di carie, acne, cefalee e soprattutto aumento di peso (500 kcal circa ogni 100 grammi”). Oggi è l’alimento più amato al mondo e, tra i suoi effetti, ha cominciato ad essere apprezzato anche per i suoi benefici sull’umore.

Lo chiamano “cibo degli dei” e i suoi frutti crescono nella fascia tropicale della terra, tra il 20° parallelo nord ed il 20° sud.

Cortez scriveva a proposito che “una tazza di questa preziosa bevanda di cacao consente ad un uomo di sopportare un’intera giornata di marcia senza prendere altro cibo”.

Il cioccolato assume l’aspetto e il sapore, nella versione fondente, nel 1674 in Gran Bretagna, per trasformarsi dopo ben 200 anni in Svizzera in cioccolato al latte.

Gli studi sulle sue proprietà, recenti rispetto alla sua scoperta, dimostrano che il cioccolato contiene importanti sostanze psicoattive, come la teobromina, sedativa della tosse e in grado di prevenire disturbi cardiovascolari e la caffeina, energizzante e rivitalizzante. Mangiare cioccolato fa aumentare i livelli di alcuni neurotrasmettitori che inducono le sensazioni di benessere: la serotonina (il cosiddetto “ormone della felicità”), che regola il sonno e l’attività sessuale; l’endorfina, che inibisce il dolore; la feniletilamina, una sostanza chimica che il cervello produce nella fase dell’innamoramento; la difenildantonina, una sostanza antidepressiva; l’anandamide, paragonabile al tetraidrocannabinolo, uno dei principi attivi della marijuana.

Grazie a tutte queste sostanze contenute nella pianta di cacao, il cioccolato agisce a livello cerebrale procurando un effetto tranquillizzante, appagante e consolatorio.

Oltre a soddisfare il palato, il cioccolato è ricco di magnesio, un minerale che riequilibra il tono del sistema nervoso e restituisce il buonumore.

Il cioccolato, inoltre, è importante per trasformare i carboidrati contenuti negli alimenti (come pasta, pane, riso e patate) in energia, aiuta la digestione e facilita il transito intestinale.

Nel mondo scientifico il cioccolato attira non solo simpatie, ma anche alcune controindicazioni. Essendo un alimento dall’alto valore energetico e ricco di grassi, è sconsigliato a chi ha problemi gastrointestinali. Altri, invece, sono arrivati addirittura a paragonarlo al Viagra, per gli effetti afrodisiaci che sarebbe in grado di stimolare. Altri ancora, e tra questi un gruppo di ricercatori della Boston University e della Harvard University, lo hanno eletto come uno dei cibi che allunga la vita.
Il cioccolato, infatti, contiene circa 300 sostanze, delle quali alcune fanno aumentare la secrezione di serotonina, l’ormone del buon umore, e di endorfine, che aiutano a lenire il dolore.

DALLA PIANTA DI CACAO ALLA NUTELLA.

Nel 600 d.c. i Maya creano la più antica piantagione di cacao: un bene prezioso usato sia come forma di pagamento che come unità di calcolo. Nel 1200 questa popolazione viene conquistata dagli Aztechi, i quali impongono tributi che devono essere pagati con semi di cacao. La bevanda di cacao diventa la preferita alla corte dell’imperatore Montezuma e viene profumata con la vaniglia.

Trecento anni dopo, successivamente alla scoperta dell’America, Cristoforo Colombo scopre i semi di cacao. La leggenda racconta che incrocia un’enorme canoa, carica di mais, cotone e “semi scuri come il caffè”. Li porta alla corte del re Ferdinando di Spagna, il quale tuttavia non sembra apprezzarli.

Nel 1519 l’esploratore spagnolo Cortes, durante la conquista del Messico, è il primo europeo ad assaggiare il cioccolato. Ne intuisce la preziosità e crea una sua piantagione di cacao, dando vita alla prima coltura da esportazione. Circa dieci anni più tardi, nel 1528, Cortes porta in Spagna gli utensili per la preparazione della bevanda al cacao. Gli spagnoli seguono la ricetta degli Aztechi, ma aggiungono peperoncino e spezie piccanti. L’aristocrazia spagnola apprezza molto di più la bevanda che, col passare del tempo, viene servita calda e bevuta con l’aggiunta di cannella o vaniglia. Nel 1606 la bevanda viene portata in Italia, in Toscana, per opera di Francesco Carletti e nel 1615 arriva in Francia, per poi diffondersi, alla fine del secolo, anche in Belgio, Germania, Svizzera, Austria e tutta Italia. L’apertura della prima bottega specializzata italiana risale al 1678, grazie al torinese Antonio Ari.

La vera e propria tavoletta di cioccolato nasce nel 1846 per opera dell’inglese Fry, mentre l’aggiunta del latte si deve allo svizzero Daniel Peter (1875), che unisce al cioccolato, appunto, il latte condensato. Quattro anni dopo lo svizzero Rudolph Lindt inventa il metodo del “concaggio” o “raffinazione nelle conche”. Nasce, così, il cioccolato “fondente”, mentre il 1964 è ufficialmente l’anno di nascita della famosa Nutella.

LE FASI DI PREPARAZIONE: IN ORIGINE ERA UN SEME.

Il procedimento di preparazione della cioccolata è uno dei più lunghi e complessi.

Si parte dai semi di cacao (ricavati dal frutto dell’albero) che vengono separati, fatti fermentare ed essiccare. Nei diversi stabilimenti vengono stoccati, puliti, torrefatti, spezzati, miscelati e macinati. Si ottiene così la pasta di cacao.
Questa viene poi pressata, fino ad ottenere il burro e la polvere di cacao, che vengono mescolati con zucchero e latte per ottenere i tre principali tipi di cioccolata: la fondente, preparata con pasta di cacao, burro di cacao e zucchero;
al latte, dove vi è, appunto, l’aggiunta del latte; la bianca, composta da burro di cacao, zucchero e latte, con l’aggiunta, a volte, di altri ingredienti, come la lecitina e la vanillina.

L’APPROFONDIMENTO

Tabella nutrizionale del cioccolato (per 100 g):

PURO AL LATTE BIANCO
Proteine 3.2 g 7.6 g 7.5 g
Grassi 33.5 g 32.3 g 37 g
Zuccheri 60.3 g 57 g 52 g
Lecitina 0.3 g 0.3 g 0.3 g
Teobromina 0.6 g 0.2 g
Calcio 20 mg 220 mg 250 mg
Magnesio 80 mg 50 mg 30 mg
Fosforo 130 mg 210 mg 200 mg
Ferro 2 mg 0.8 mg
Rame 0.7 mg 0.4 mg
Vitamina A 40 UI 300 UI 220 UI
Vitamina B1 0.06 mg 0.1 mg 0.1 mg
Vitamina B2 0.02 mg 0.3 mg 0.3
Vitamina C 1.14 mg 0.3 mg 3 mg
Vitamina D 50 UI 70 UI 15 UI
Vitamina E 2.4 mg 1.2 mg
Calorie 555.5 Kcal 549.1 Kcal 571 Kcal

Polifenoli e Flavonoidi

Sono sostanze naturali che includono tannini e flavonoidi, in grado di limitare il rischio di stress ossidativo, la condizione di squilibrio che si crea quando la produzione di radicali liberi è superiore alla loro eliminazione.

Anandamide

E’ una sostanza endogena, in grado di produrre effetti sul tono dell’umore, sull’apprendimento e la memoria.

Feniletilamina

E’ una molecola che può facilitare gli effetti della dopamina e della noradrenalina, favorendo la veglia, ritardando anche la comparsa della fatica. Si ritiene che sia anche in grado di calmare la fame.

Alcaloidi

Sono dotati di un’attività farmacologica soprattutto a livello del sistema nervoso centrale, ma anche a livello dei sistemi cardiovascolare, renale e respiratorio, con stimolazione del muscolo cardiaco, aumento della produzione di urina e broncodilatazione. Per questo, elevati dosaggi possono causare effetti negativi o tossici.

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