AL S.ORSOLA DI BOLOGNA SI STUDIA L’ALIMENTAZIONE LEGATA ALLE SPONDILOARTRITI: PROGETTO INDIO-SP (Integrazione dietetica)

di Giulio Marchesini e collaboratori.

Dott.ssa Sasdelli, Prof. Marchesini e Dott.ssa Marzocchi

L’Associazione AISpA, in collaborazione con la SSD di Malattie del Metabolismo e Dietetica Clinica dell’Ospedale S.Orsola di Bologna, sta lavorando ad un Progetto di studio  per focalizzare l’attenzione sull’alimentazione legata alle spondiloartriti. Il ruolo dei fattori dietetici nelle affezioni immuno-mediate sta diventando sempre più evidente, ed è stata studiata l’azione pro infiammatoria o antiossidante di alcune sostanze di origine alimentare. Numerosi studi clinici dimostrano una correlazione tra l’insorgenza di malattie immunologiche e l’ingestione di latte e derivati. Nel tratto gastrointestinale avviene un contatto prolungato tra le strutture deputate al riconoscimento degli antigeni (anche alimentari) e gli antigeni stessi; il loro assorbimento può portare alla formazione di immunocomplessi, con produzione di anticorpi cross-reattivi che provocano fenomeni infiammatori a carico dei tessuti, tra cui le articolazioni. Inoltre i latticini, anche dopo la pastorizzazione, possono contenere frammenti batterici Gram negativi, che hanno un ruolo allergenico e di attivazione del sistema immunitario. Diversamente, altri studi clinici hanno dimostrato l’efficacia di alcune molecole, in particolare gli antiossidanti omega-3, nell’inibire alcune tappe del processo infiammatorio. Gli acidi grassi omega-3, il cui capostipite è l’acido alfa-linolenico, sono contenuti nelle noci (2%), nell’olio di canapa (15-20%) nei semi di lino (23%) e nei semi di mirtillo rosso (49%); i derivati metabolici  dell’acido alfa linolenico si trovano invece nel pesce azzurro o nei pesci grassi, come aringhe, salmone, merluzzo, sgombro, sardine, alici e tonno. Al contrario, gli acidi grassi omega-6, contenuti in salumi, carni grasse, tuorlo d’uovo, semi di girasole, olive e relativi oli, favoriscono l’intensità e la durata dei fenomeni infiammatori a carico dei tessuti. Il contenuto di ac. grassi omega-6 della dieta abituale supera di 5-6 volte quello degli omega-3; una riduzione del rapporto tra omega-6 e omega-3 a 2:1, realizzabile con scelte alimentari favorevoli che privilegino cibi ricchi di omega-3, si è dimostrata utile a migliorare il quadro clinico in pazienti affetti da spondiloartrite in alcuni studi pilota.
Questi risultati mettono in luce l’importanza dell’approccio dietetico nel trattamento delle malattie immunologiche; il Progetto di studio si propone quindi di estendere i dati pubblicati, verificando la possibile efficacia clinica di uno schema alimentare basato sulla limitazione di latte e derivati, integrazione alimentare di cibi ricchi di ac. grassi omega-3 e restrizione calorica (nei pazienti con sovrappeso o obesità). Il progetto, approvato dal Comitato Etico dell’Azienda Ospedaliera di Bologna, prevede la compilazione da parte dei pazienti di una serie di questionari sulla percezione soggettiva del dolore e l’esecuzione di esami ematici per rilevare parametri flogistici e metabolici di riferimento. Durante la prima visita verranno anche raccolti i dati antropometrici e si procederà alla valutazione del metabolismo basale e della distribuzione corporea di massa grassa, massa magra e acqua mediante bioimpedenzometria; infine verrà stabilita e consegnata la dieta sperimentale più idonea in funzione delle preferenze e delle caratteristiche dei pazienti. A tre mesi dalla consegna della dieta, durante una seconda visita, verranno nuovamente raccolti i parametri antropometrici, ematochimici e soggettivi, per verificare gli effetti della dieta. In questa occasione verranno anche raccolti dati relativi all’aderenza alla dieta programmata da parte dei pazienti.
Il Progetto, denominato INDIO-SP (Integrazione Dietetica di Omega 3 nelle Spondiloartriti), è coordinato dal prof. Giulio Marchesini Reggiani, Direttore della SSD di Malattie del Metabolismo e Dietetica Clinica, presso l’Ospedale S.Orsola di Bologna; le visite mediche saranno curate dal dott. Nicola Villanova, dalla dott.ssa Rebecca Marzocchi e dott.ssa Anna Simona Sasdelli. La parte dietistica verrà curata dalle dott.sse Elena Stagni e Giulietta Tarrini. Il calendario delle prime visite sarà organizzato tra i mesi di novembre e dicembre, per dare inizio alla fase sperimentale con il mese di gennaio. I risultati sono attesi per il mese di aprile-maggio, al termine dei 3 mesi dello studio nutrizionale ed elaborazione dei dati.

(Articolo tratto dal numero di dicembre 2012 della nostra rivista “Sp.A. … ci sono anch’io!”)

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